Sinistra Unita chiamata a votare sul PD

Articolo tratto da "il Corriere adriatico", 22 maggio 2008

 

E' un appello all'identità politica, un richiamo alle ragioni della sinistra declinate nella realtà fanese. Ci sono il passato e il futuro di Sinistra Unita nell'assemblea di questa sera degli iscritti, il bilancio dell'impegno unitario degli ultimi anni di Prc, Pdci e i Verdi e la strategia per le prossime elezioni del cartello politico, che si rafforza con Sinistra democratica e sceglie di consolidare a Fano la sua identità, a prescindere dai percorsi dei quattro partiti sul piano nazionale.

La scelta di fondo è dirimente e perciò affidata democraticamente alla base: in sostanza con il Pd o senza il Pd alle amministrative del prossimo anno. Due orientamenti, che hanno ciascuno ragioni e scenari variabili, di evidente impatto sulla situazione politica fanese, che vede un centrosinistra diviso e un po' in affanno inseguire il centrodestra di Aguzzi promotore del ribaltone elettorale quattro anni fa.

Di questi due orientamenti dopo aver ascoltato le tesi si conteranno le gambe, con un voto segreto depositato nell'urna, nel corso e al termine del dibattito previsto questa sera a partire dalle 20.30 nella sede di Rifondazione comunista, in via Montevecchio. Una previsione certa sull'esito della votazione è impossibile, anche se è ritenuta più accreditata l'opzione dell'alleanza. La tesi dell'autonomia della sinistra, costruita sulle recenti scelte veltroniane e il conseguente choc elettorale, sarà introdotta da Michele Altomeni di Rc (che forse si richiamerà anche alla sconfitta del 2004 quando fu lui stesso a perorare, non ascoltato, il no all'alleanza con un altro Valentini - lo zio di Federico - candidato sindaco), gli argomenti del sì, giocati sui progetti per questa città con l'obiettivo di dare vita a un governo alternativo a quello di Aguzzi, saranno presentati da Samuele Mascarin di Sinistra democratica.

La premessa condivisa da tutti è l'unità: la scelta maggioritaria sarà fatta propria dalla segreteria congiunta di Sinistra Unita (integrata fino a nove componenti da due esponenti di Sd) che nominerà una sorta di ampio direttivo. Se vincessero i no si aprirebbe un confronto con la lista Bene Comune - che ha già strappato col Pd proprio a causa delle primarie, delle quali contesta metodo e nomi - e con il Ps, che a sua volta ha detto no alle primarie. Se prevalessero i sì si aprirebbe un tavolo di trattativa con il Pd. E diventerebbe urgente la questione delle primarie.

Domani sera nella sede di via Puccini si riunirà l'assemblea comunale del Partito democratico, per votare il manifesto programmatico e il regolamento delle primarie, per le quali si sono già candidati Federico Valentini, Renato Claudio Minardi e Palmiro Del Bianco. Ma il Pd aspetta un segnale da Sinistra Unita per fermare la macchina elettorale e consentire all'alleato (se fosse disponibile anche al Ps, il cui direttivo si riunirà domani) di salire in corsa. I termini per le candidature dovrebbero essere riaperti per una o due settimane (con norme più selettive, ma non proibitive, per gli stessi tre candidati del Pd secondo lo statuto). E soprattutto si dovrebbe trovare un'intesa sul programma e le modalità delle primarie, che, considerando anche i tempi stretti, è tutt'altro che scontata. In questa ipotesi, comunque, il candidato di Sinistra Unita sarebbe unico: è disponibile Teodosio Auspici, segretario del Pdci. Non lo è invece Michele Altomeni. "Mi sembrerebbe contraddittorio - dice - con la mia tesi per l'autonomia della sinistra, in ogni caso non mi interesserebbe un ingresso nella giunta comunale". Si è fatto il nome anche di Samuele Mascarin ma per lui la questione è prematura: "Ora ragioniamo di una scelta strategica, non ho maturato una valutazione al riguardo".