Alleanza, Sinistra Unita abbraccia il PD

Articolo tratto da "il Corriere adriatico", 24 maggio 2008

 

Appassionato, radicale, sfaccettato e anche teatrale (secondo una critica tra compagni di opinioni diverse). E' stato così il dibattito di Sinistra Unita giovedì sera in via Montevecchio, un movimento vitale che, tra ragione e sentimento, si è interrogato sulla propria identità e sugli obiettivi politici decidendo, attraverso il voto segreto degli iscritti, quale strada imboccare per le amministrative del 2009 a Fano.

La via scelta è quella del Partito democratico, cioè la via dell'alleanza di centrosinistra attraverso il passaggio delle primarie, anche se la partecipazione di Sinistra Unita non è scontata. Il 65 per cento degli iscritti di Prc, Pdci, Verdi e Sd ha votato la mozione A (confermate le previsioni), presentata nell'assemblea da Samuele Mascarin, secondo la quale è "fondamentale creare un'intesa programmatica e di governo con punti irrinunciabili per il popolo di sinistra e una battaglia contro l'atteggiamento di autosufficienza del Pd che apra spazi all'esistenza e alla rappresentanza delle altre forze politiche".

Il 35 per cento si è ritrovato nella mozione B, illustrata da Michele Altomeni, che puntava a creare un polo di sinistra - anche attraverso un'intesa con Bene Comune - per "recuperare autonomia politica e avere un candidato sindaco e un programma chiaramente riconoscibili come di sinistra e per poter fare una campagna elettorale all'insegna della chiarezza e di contenuti ben definiti, anche in modo da recuperare voti nell'area dell'astensionismo e degli scontenti".

L'urna è rimasta aperta durante il dibattito dalle 20.30 alle 23. L'antefatto è stato l'ingresso formale nel movimento di Sinistra democratica (nata a Fano pochi mesi fa dai Ds che non sono confluiti nel Pd). Ed è stato proprio l'apporto dei giovani di Sd - che hanno una cultura di governo nei geni - a sbilanciare l'orientamento verso l'abbraccio con il Partito democratico (39 a 21 i voti finali).

In realtà una sola era la strategia espressa: quella di far valere l'identità della sinistra recuperando i temi dell'ambientalismo (acqua pubblica e parchi), dell'inclusione e dell'assistenza sociali, della mobilità sostenibile e dell'urbanistica controllata (stop al Prg Aguzzi-Falcioni) per fermare la deriva di destra e opponendosi alla giunta Aguzzi che guidata da un uomo di sinistra ha finito per aprire la strada a Forza Nuova. Come ha sottolineato Pino Panajoli, correggendo l'impostazione iniziale, l'assemblea si è divisa solo sulla tattica per realizzare questo obiettivo. Ampiamente condiviso (chi non era d'accordo eventualmente non l'ha detto) il giudizio sul Pd: arrogante perché impone candidati, tempi e modalità dell'alleanza. Michele Altomeni (che si sarebbe candidato a sindaco nel polo di sinistra ma che non è disponibile per le primarie) ha mosso le corde dell'orgoglio (spostando qualche voto) quando ha parlato del Pd che vede nella sinistra un'ancella e del suo candidato legato ai poteri forti, richiamandosi al precedente del 2004 sconfitto alle urne. Gli ha fatto eco Valter Adanti (un dualismo storico il loro, con contorno di applausi) che ha tuonato contro "la destra che ci entra dentro, non possiamo ritirarci in campagna a leggere novelle mentre in città si diffonde la peste. Dobbiamo impegnarci". Teodosio Auspici (che mira alle primarie) ha espresso un forte richiamo a "vincere, esistere, proporre ed incidere"; Luca Serafini ha giudicato un errore madornale andare al voto soli; Andrea Belacchi l'ha considerato invece inevitabile per la sufficienza con cui il Pd ha trattato la sinistra anche a Fano; Michele Mattioli si è detto convinto che la destra si può sconfiggere alleandosi con Bene Comune. Infine, ha prevalso l'investimento sul Pd e il segretario Torriani ha dato un segnale di apertura rinviando l'assemblea di ieri sera sulle primarie.