In gioco la credibilità e il futuro di Matteo Ricci

Articolo tratto da "il Corriere adriatico", 28 ottobre 2008

 

Con il vertice di oggi tra i segretari dei partiti del centrosinistra si palesa un paradosso politico. Il Pd, che ha inventato le primarie e ha progettato il dopo Ucchielli candidando il suo segretario provinciale proprio a queste elezioni, ora che è spuntata a sorpresa un'avversaria pressoché sconosciuta al mondo politico chiede agli alleati, che non hanno mai amato le primarie né hanno candidati (tranne appunto Sd), se sia il caso di organizzare la consultazione democratica.

Lo stallo in cui è finito Matteo Ricci si spiega con un'analisi in chiave partitocratica che difetta di senso strategico. La paura di Ricci - che dà un accento freudiano al suo slogan elettorale - è che nelle primarie si possa consumare una resa dei conti interna al Pd. Il corifeo Picinetti, segretario del Pdci, indica in Carnaroli il temuto deus ex machina. Ma il disagio politico di Carnaroli non è legato a una questione di leadership bensì alle vicende amministrative fanesi per le quali è attesa una risposta politica che il Pd non avrebbe ragione di negare. In ogni caso, eliminare le primarie non eliminerebbe il problema. Al contrario la candidatura di Emanuela Giovannelli avanzata da Sinistra democratica accredita nell'area del centrosinistra il variegato mondo dei movimenti (ambientalisti, politici, cittadini). Un mondo che nutre una fondata diffidenza verso il contenuto di servizio della politica dei partiti e del Pd in particolare. Poco più di un anno fa Vittoriano Solazzi e Matteo Ricci andavano in giro per la provincia dicendo che la nascita del Pd avrebbe rivoluzionato la politica dando il potere di decidere ai cittadini e togliendolo alle stanze chiuse dei partiti. Con Solazzi nominato assessore in Regione si è visto come è andata e un no di Matteo Ricci alle primarie sarebbe la prova del nove. La scelta politica rispetto ai movimenti e ai cittadini diventerebbe non inclusiva ma escludente. E il danno non sarebbe generico. Con la conseguente possibile deriva autonomista di Sd, in discussione non ci sarebbe più la candidatura unanimistica di Matteo Ricci ma l'esito stesso delle elezioni provinciali.