Sinistra Democratica, tredici condizioni per firmare l'alleanza

Articolo tratto da "il Corriere adriatico", 31 gennaio 2009

 

Sinistra democratica detta le condizioni al Pd per un'alleanza di centrosinistra a livello provinciale e nei maggiori comuni: tredici proposte per restituire autonomia alla politica e per rimettere al centro la questione morale. A presentarle, ieri mattina, c'erano la coordinatrice Lara Ricciatti, il consigliere provinciale Claudio Mari, Samuele Mascarin, Cristina Ugolini e Ornella Pucci del coordinamento provinciale. "Per superare questo periodo di crisi a livello nazionale, dove si moltiplicano le notizie di reato sulle quali sta indagando la magistratura, e che coinvolgono esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra, bisogna ridare credibilità ai partiti", ha sottolineato Ricciatti. In previsione delle elezioni europee e amministrative Sd si impegna a non stringere alleanze con partiti che non rispetteranno regole di trasparenza e candideranno persone indagate, rinviate a giudizio o condannate. Tra i 13 punti spicca la richiesta di liste libere da ogni ombra, ma la prima questione è rappresentata dalla necessità di una maggiore sobrietà della politica, con la netta riduzione delle spese per l'attività politica, dai congressi alle manifestazioni fino alle campagne elettorali; la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali, così come del numero degli enti e delle rappresentanze di nomina politica. Ai partiti viene chiesta più trasparenza, sia in termini di gestione che di finanziamenti, e agli eletti locali e regionali l'adozione del Codice europeo di comportamento. Necessario per Sd anche un bilanciamento dei poteri contro "l'aumento incontrollato e incontrollabile dell'arbitrarietà e dell'opacità delle scelte di sindaci, presidenti ed assessori". Il territorio deve poi tornare ad essere cosa pubblica, a decidere non possono essere i privati e i loro interessi, così come va superata la mentalità che il privato funzioni meglio del pubblico. Sul fronte della sanità bisogna porre fine alla scelta dei primari da parte dei partiti, da superare anche la pratica dei grandi appalti al massimo ribasso, due punti che per Sd possono essere assunti da subito, come precisi impegni, da parte degli amministratori locali. Sul piano dei rifiuti bisogna porre fine alla cattiva politica dove prosperano criminalità, illegalità e affarismo. "La sobrietà anche a livello locale viene al primo posto – ha sottolineato Pucci – spesso si assiste ad una certa contraddizione tra quello che si dice e quello che si fa, i candidati vengono scelti da una stretta cerchia di politici e si iniziano campagne elettorali senza programmi né coalizioni". Inevitabile il riferimento a Matteo Ricci, candidato alla presidenza della Provincia, scelto dalle segreterie e non da primarie di coalizione come aveva chiesto Sd, cosa che invece è stata fatta con il candidato sindaco a Fano, l'unica realtà della provincia dove il movimento politico ha definito un'alleanza di centrosinistra con il Pd. Un modello che Sd vorrebbe esportare: "Non ci interessa ragionare su incarichi e poltrone, ma sui programmi – ha commentato Mascarin – costruendo come a Fano un quadro partecipativo ampio attraverso conferenze e forum che portino a una pluralità di esperienze e non a un uomo solo al comando".