Pantere verdi con ramazza

Articolo tratto da "il Messaggero", 20 marzo 2009

 

Esordio soffice delle Pantere Verdi, le “ronde” organizzate a Fano dalla Lega Nord. La prima uscita è al Lido: pulizia della spiaggia dalla sporcizia lasciata dalle mareggiate invernali e dai maleducati quattro stagioni. Il ritrovo è domenica prossima alle 10, alla rotonda del Beaurivage. "Tutti i cittadini sono invitati", specifica il segretario provinciale Roberto Zaffini. I partecipanti dovranno portarsi giubbetti catarifrangenti, bastano quelli che si tengono in auto, e guanti da lavoro. La Lega Nord, invece, ci mette i sacchi di plastica e ovviamente i distintivi delle Pantere Verdi. Il centrodestra chiama le ronde volontariato civico o volontariato della sicurezza. A Fano, spiega Zaffini, lo slogan è "Pulizia in tutto". Si comincia da forme più semplici di degrado, come la spiaggia sporca, ma avendo ben presente fenomeni più complessi: "Pulizia anche della delinquenza". "Passo molto spesso davanti al Lido - afferma il segretario provinciale di Lega Nord - e quel tratto è davvero in uno stato pietoso. Tra l'altro si scorge anche dal treno e di conseguenza non è un bel biglietto da visita per la nostra città". L'esordio delle Pantere Verdi preoccupa invece l'opposizione fanese. Samuele Mascarin, consigliere comunale di Sinistra Unita, ha depositato una proposta, che impegnerebbe il sindaco Stefano Aguzzi a non autorizzare le ronde a Fano. Si può fare, questa discrezionalità è infatti prevista dal decreto legge sulle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. "Il decreto legge - specifica Mascarin - esclude che i partiti politici possano reclutare cittadini da arruolare nelle ronde e assegna la competenza esclusiva al sindaco, previa intesa col prefetto. È quindi da condannare e rigettare con fermezza l'iniziativa della Lega Nord, tesa ad arruolare cittadini per formare squadre private e politicizzate in un settore delicato come la sicurezza, in cui deve essere riaffermato il monopolio pubblico della forza legale". Le ronde rappresentano, infine, "un primo pericoloso passo verso la privatizzazione della sicurezza". Il ruolo degli enti locali è invece promuovere "politiche di inclusione sociale".