Funzionario
rimosso: il giudice gli dà ragione. Mascarin chiede chi paga gli oneri
Articolo tratto da "Corriere adriatico",
7 aprile 2009
Chi
paga le scelte faziose e ingiuste della politica? Se lo chiede il
consigliere comunale di Sinistra Unita Samuele Mascarin che solleva
il caso del responsabile dell’ufficio cultura “punito” dall’attuale
giunta Aguzzi e risarcito dal giudice. “Durante l’ultima campagna
elettorale il centro destra guidato da Aguzzi annunciò per tempo
cambi radicali nel settore cultura del Comune di Fano - ricorda
Mascarin -. E infatti, poco dopo l’insediamento della nuova giunta
di centrodestra la dirigente del settore veniva trasferita ad un
altro servizio e – pochi mesi dopo – anche il direttore dell’ufficio
Danilo Carbonari. Quest’ultimo ricorreva al Giudice del Lavoro, che
pochi giorni fa ha emesso una chiara sentenza che prevede: il
reintegro in mansioni di pari importanza rispetto a quelle che aveva
all’ufficio cultura da cui fu tolto, un indennizzo per “demansionamento”
di 33.500 euro e, infine, la condanna per il Comune al pagamento
delle spese processuali per circa 3.000 euro. Ora i cittadini fanesi
pagano ben due volte quella scelta autoritaria e sindacalmente
scorretta: da un lato perché è stata sottoutilizzata un’alta
professionalità dall’altro lato perché ora il bilancio comunale
dovrà farsi carico di questo “demansionamento”. E’ giusto che con il
denaro pubblico, quello di noi cittadini, debbano essere pagati gli
errori e i vizi delle scelte politiche – che la sentenza del giudice
del lavoro ha riconosciuto andare contro i diritti dei lavoratori -
della giunta Aguzzi? Non è forse il caso che qualcuno, finalmente,
ammetta di aver sbagliato?”