"Vari vietati" al porto turistico

Articolo tratto da "il Messaggero", 17 aprile 2009

 

L'estate è alle porte e gli specchi acquei del porto sono ancora inaccessibili a gommoni e piccole barche. «Da circa un anno non è disponibile lo scalo d'alaggio a uso collettivo», specifica Samuele Mascarin, consigliere comunale di Sinistra Unita, che mette in guardia dal rischio di creare un disservizio tanto più pesante durante la stagione turistica. «Sarà tutto pronto entro un mese», assicura il vice sindaco Mauro Falcioni.

L'indisponibilità dello scivolo verso l'acqua è, insieme con la politica dei prezzi praticata dalla darsena turistica Marina dei Cesari, uno dei motivi di malcontento tra gli amanti del mare. Circa duecento piccoli scafi, specifica Mascarin, sono nel porto canale e non c'è modo di tirarli a secco, a meno che i proprietari non si rivolgano a privati. Al contrario, restando così le cose, i turisti con barchetta e gommone a seguito non avrebbero la possibilità di vararli. Sarebbe un danno rilevante per l'offerta turistica della città.

Gli scali d'alaggio sono due. Lo scivolo davanti ai capannoni dei vecchi calafati, utilizzato in origine, è stato assorbito dalla concessione Benetti-Azimut; il secondo è nell'area del consorzio Marina Group, che però ha chiuso l'accesso. Mascarin ritiene che un simile stato delle cose non si addica a una «città di tradizioni marinare qual è Fano» e chiede alla giunta comunale se intenda «recuperare gli spazi di uso collettivo oppure individuare altre soluzioni rapide».

Se ne potrebbe discutere stasera in consiglio comunale, ma il tema tiene banco già da tempo. I circoli nautici avevano segnalato a suo tempo, alla Regione, la necessità di uno scalo d'alaggio per le piccole barche, presentando un'osservazione al piano regolatore del porto che però fu respinta. La proposta dei club fanesi era di ricavare un passaggio fino allo scivolo di Marina Group, senza intralciare l'attività di quell'area portuale. La stessa soluzione cui sta lavorando il vice sindaco. Nella giornata dell'altro ieri, nuova riunione fra lo stesso Falcioni e i rappresentanti del consorzio.

«Seguo la vicenda da circa un anno - afferma Falcioni - quindi Sinistra Unita scopre l'acqua calda. Entro il 15 maggio lo scalo d'alaggio al nuovo porto sarà disponibile per le piccole imbarcazioni. Bisogna, però, che i circoli nautici individuino un gestore e un responsabile della sicurezza, oltre a elaborare il relativo piano insieme con la Capitaneria».