Via i barboni, l'ordinanza fa discutere

Articolo tratto da "il Messaggero", 1° agosto 2009

 

Giusto garantire “sicurezza, pulizia e decoro degli spazi pubblici come giardini oppure piazze”, però l’ordinanza anti-barboni “va oltre ogni legittima preoccupazione”. Samuele Mascarin, il consigliere comunale di Sinistra Unita, ritiene che la misura definitiva appena emessa dal sindaco Stefano Aguzzi “nulla abbia da invidiare alle Amministrazioni leghiste”. Di più: l’ordinanza è “ipocrita”. Cauti invece gli ambienti cattolici, dove si attende che il vescovo Armando Trasarti rientri dal pellegrinaggio a Lourdes.

“I senzatetto - prosegue Mascarin - rappresentano un problema sociale, che come tale andrebbe affrontato e non a colpi di ordinanze. Si affronta una questione sociale come se si trattasse, invece, di una questione di ordine pubblico e così, visto che siamo in stagione turistica, si spazza la polvere sotto il tappeto. Peccato che non si tratti di polvere ma di donne e uomini che, fino a prova contraria, sono titolari non solo di doveri ma anche di diritti, primo fra tutti quello all’assistenza”.

L’ordinanza vieta i bivacchi nei luoghi pubblici della città. Il sindaco ha deciso di renderla definitiva, da annuale che era, dopo le nuove rimostranze di alcuni residenti in centro storico. Il circolo libertario Luciano Polverari giudica che il provvedimento sia “vergognoso” quanto al “rispetto dei diritti umani”. Una misura “in perfetto stile leghista, emessa in una città dalle antiche e nobili tradizioni democratiche e tolleranti”.

“Riteniamo - argomenta il circolo libertario - che una società debba essere solidale e protettiva con le persone sofferenti e in difficoltà come i senzatetto, i cosiddetti barboni. Il senso di responsabilità verso le persone più fragili è il vero motore di una società giusta e civile, lo stesso non si può dire del trasformare un problema sociale in questione di ordine pubblico e di pubblica igiene, come recita l’ordinanza”.

Il ‘Polverari’ invita l’Amministrazione fanese “a ritirare l’ordinanza, che rappresenta un insulto alla cultura solidale di Fano”. “I problemi sociali - conclude - non si risolvono nascondendoli sotto il tappeto, come la polvere delle pulizie nelle case di chi predica bene e razzola male. Né si risolvono elargendo pochi spiccioli alla mensa dei poveri e nemmeno obbligando i senzatetto a spostarsi un po’ più in là. Si risolvono invece investendoci risorse economiche, energie umane e progetti specifici, che richiedono molta più competenza e lungimiranza dell’organizzare baccanali a getto continuo”.