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Chiedono l’annullamento dell’accordo di programma tra Provincia, Comune di Pesaro, Comune di Fano e Società Terme di Carignano per definirne uno alternativo che dia maggiori garanzie e consenta una reale valorizzazione delle Terme di Carignano. I componenti di Sinistra Unita hanno illustrato le osservazioni presentate al progetto di massima, che, sottolineano, “dà la priorità alle strutture commerciali e residenziali, che saranno costruite per prime, quando invece si dovrebbe partire dalle Terme per sviluppare economicamente il territorio”. Samuele Mascarin, consigliere comunale di Sinistra Unita, ha voluto chiarire come la volontà della forza politica sia quella di valorizzare le Terme e che a sollevare dubbi e perplessità sia tutto il sistema costruito intorno. “Non vorremmo che quello delle Terme sia un alibi per aggiungere un altro quartiere alla città senza prevedere viabilità e servizi”.
La prima osservazione, illustrata da Teodosio Auspici riguarda proprio la tutela degli interessi pubblici che non sarebbe garantita nelle cosiddette opere di urbanizzazione secondaria. L’attuale progetto riguarda, infatti, un’area di 54 ettari, di questi circa il 33 per cento è di proprietà pubblica, in cambio del terreno si destinano 5.380 mq ad attrezzature pubbliche, sportive e religiose, definite opere accessorie. “Nell’accordo si ribadisce più volte che sarà l’ente pubblico che a costruire tali strutture e non la società Terme di Carignano, c’è una sproporzione tra il territorio offerto e quello che la comunità riceve in cambio, per questo chiediamo che sia la società a farsi carico dei costi di tali opere, come si usa in questi casi”.
La seconda osservazione, presentata da Rita Carnaroli, riguarda la destinazione d’uso delle volumetrie presenti nel progetto: 5mila mq per residenze private, parimenti divisi tra ville e appartamenti. “In tutta Fano c’è già un’offerta molto alta di case, e in zona Fenile il nuovo Prg prevede una lottizzazione di 9.600 mq, chiediamo che vengano eliminati”. A fronte di una previsione tra le 2.500 e le 5.000 presenze giornaliere si destinano poi 13mila mq ad alberghi, a cui si aggiungono 6.880 mq di mini appartamenti turistici. “Chiediamo che ci sia una riduzione di 4mila mq, 56 appartamenti da 50 mq anziché 138, se l’obiettivo è lo sviluppo economico bisogna dare impulso all’offerta già presente, incentivando b&b e agriturismi, 20mila mq di strutture ricettive sono sproporzionati rispetto a 7.700 mq di strutture termali”. L’altro punto riguarda i 3.051 mq dove presumibilmente sarà costruito un grande centro commerciale, che si chiede di eliminare perché a discapito dell’economia della zona.
La terza osservazione illustrata da Michele Mattioli è di carattere procedurale e riguarda la Vas (Valutazione ambientale strategica). “Il rapporto ambientale riguardo l’impatto sul territorio circostante, a nostro avviso, è carente. La Regione Marche ha dato un contributo istruttorio negativo perché mancavano elementi per dare un giudizio. Manca anche l’analisi quantitativa che qualitativa delle acque”.
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