“I bastoni tra le ruote messi della solita sinistra”

Articolo tratto da "Corriere adriatico", 25 settembre 2009

 

L’accordo di programma tra Provincia, Comune di Pesaro, Comune di Fano e società Terme di Carignano, sul quale Sinistra Unita aveva avanzato forti perplessità chiedendone dei correttivi, a cui era seguita la presa di posizione dell’assessore provinciale all’ambiente Tarcisio Porto (Rc), continua a generare polemiche. Secondo il sindaco Stefano Aguzzi quel protocollo d’intesa va rispettato, nonostante siano cambiate le giunte che lo avevano sottoscritto, e l’assessore all’urbanistica Mauro Falcioni accusa Sinistra Unita di aver firmato l’accordo a livello provinciale per poi dirsi contrariao. Accuse respinte dal consigliere comunale della coalizione politica che raduna Comunisti italiani, Verdi, Sinistra democratica e Rifondazione comunista, Samuel Mascarin: “Sinistra Unita –spiega - ha presentato alcune osservazioni all’accordo riguardanti la tutela dell’ambiente agricolo e del paesaggio di grande valore della zona di Carignano, la tutela del commercio di tutto il comprensorio fanese, la tutela degli interessi pubblici non garantita nelle cosiddette opere di urbanizzazione secondaria, campi sportivi, palestra, chiesa, ecc, ponendo anche l’esigenza di un rapporto ambientale (Vas) che misuri il reale impatto dell’intervento, evitando il rischio di una cementificazione indiscriminata dell’intera area. Ora, è evidente da parte di alcuni il tentativo, anche volgare, di mistificare queste osservazioni, liquidandole come ‘i bastoni tra le ruote’ messe dalla solita sinistra ‘che sa dire solo no’. Non è così – precisa - crediamo fortemente nella valorizzazione delle Terme e siamo favorevoli alla previsione di strutture, sia commerciali che alberghiere, in grado di ottimizzare l’indotto turistico legato alle attività termali. Tuttavia nel progetto riscontriamo alcune ombre, sulle quali crediamo sia legittimo chiedere e ottenere la legittima chiarezza”. Il rischio paventato da Sinistra Unita è che con l’alibi delle Terme si vada a costruire un nuovo grande quartiere, oltretutto in variante al Prg appena adottato: “Non è che corriamo il rischio di vedere prima gli appartamenti e poi alla fine, forse, le Terme?”, chiede Mascarin. Il presidente della Provincia Matteo Ricci però fuga ogni dubbio, sostenendo che non esiste un problema politico e che il progetto va avanti perché considerato strategico dal punto di vista turistico. A sollevare dubbi era stata però anche la stessa Regione che aveva dato un contributo istruttorio negativo per l’assenza di elementi a fornire un giudizio. Saranno gli uffici tecnici provinciali a rispondere a queste osservazioni. Falcioni mette però in guardia, ricordando che questa è un’occasione unica per le Terme che aspettano di essere valorizzate dal lontano 1992: se il progetto non decollerà la famiglia Berloni sembra già pronta a bloccare l’investimento.